Poiché spesso le sepolture non contengono scheletri completi, ma resti frammentari di più individui, l'unica stima sulla numerosità è fornita dal calcolo del numero minimo di individui (NMI). Il NMI rappresenta il numero di individui che sono sicuramente presenti nella sepoltura.
Per effettuare il calcolo del NMI è necessario innanzitutto raggruppare le ossa per tipologia, distinguerle per lateralità, definirne il sesso e la fascia di età. Si procede quindi seguendo un criterio di "massima parsimonia", nel tentativo di eliminare ogni possibilità di conteggio duplice di uno stesso individuo.
Secondo questa impostazione metodologica, si procede nel seguente modo:
Il grado di eruzione dentaria fornisce l'elemento di diagnosi più attendibile. È possibile distinguere la dentizione decidua (di latte), che inizia intorno ai 6 mesi e termina a tre anni, e la dentizione permanente, che inizia intorno ai 6 anni e termina a 18 circa. La sequenza di eruzione dei singoli denti è nota e fornisce informazioni piuttosto definite.
In mancanza di dati relativi ai denti, lo studio del grado di ossificazione fornisce utili informazioni in quanto la cronologia della fusione dei centri di ossificazione è conosciuta e relativamente poco variabile. Ad esempio, la fontanella posteriore del
cranio si ossifica durante i primi tre mesi di vita, mentre la fontanella anteriore intorno ai due anni.
La lunghezza delle ossa può essere confrontata con le curve di accrescimento di popolazioni di riferimento e fornisce
informazioni sull'età corrispondente a una certa lunghezza. La precisione della stima dipende dalla somiglianza con la popolazione di riferimento.
Il valore così ottenuto rappresenta il NMI dell'insieme.